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AA.VV.
I Ragazzi dell'Axè
"I Ragazzi dell'Axè" è un libro scritto a più mani dagli educatori che si occupano, a Salvador de Bahia, in Brasile, del Projeto Axè per il recupero dei "meninos de rua", i ragazzi abbandonati dalle famiglie o provenienti da famiglie disgregate e in condizioni estremamente disagiate. Il Projeto, frutto dell'impegno di un italiano emigrato in Brasile molti decenni orsono, Cesare Florio La Rocca, ospita circa 1600 bambini e ragazzi, immettendoli in un percorso pedagogico originale che fornisce loro istruzione (rendendo obbligatoria la frequenza della scuola pubblica), formazione professionale e, soprattutto, una nuova consapevolezza di se stessi, fino al reinserimento sociale al compimento della maggiore età. Tra gli operatori del Projeto vi sono innumerevoli figure professionali: insegnanti, artisti, sociologi, medici, avvocati. Il Projeto Axè è, da un punto di vista pedagogico, fortemente innovativo. Non a caso il percorso inizia per i più piccoli nel "Canteiro dos desejos" (Il giardino dei desideri) perchè il bambino dopo l'esperienza dell'abbandono "per prima cosa deve imparare a rispettarsi" e quindi a capire che, come chiunque altro, "può desiderare, sperare, sognare"; e attraverso la speranza, il desiderio, il sogno, acquisire una nuova consapevolezza di sè. I ragazzi possono poi scegliere liberamente tra programmi di danza, di teatro, di musica, di creazione di moda, di arti figurative. Le attività professionali hanno anche uno sbocco pratico, che serve ad accrescere il valore dell'insegnamento e l'autostima dei ragazzi. I modelli prodotti dai ragazzi del Projeto Axè, infatti, hanno un grande successo commerciale a Salvador e gli spettacoli di danza sono molto richiesti anche oltre i confini del Brasile. In Italia, a Firenze, esiste il Progetto Axè Italia, che sostiene le iniziative del Projeto Axè, ed al cui impegno si deve anche l'edizione italiana de "I Ragazzi dell'Axè".
Giuseppe Podda
La nazione mancata
"Sardegna tra autonomia federalismo nel carteggio Lussu-Laconi " è il sottotitolo di "La Nazione mancata" , ultimo libro del giornalista dell'Unità Giuseppe Podda, scomparso nel 2007. L'argomento è di grande attualità, nonostante i sessant'anni trascorsi. Il volume rievoca infatti il serrato dibattito nel 1951 tra due sardi, Emilio Lussu e Renzo Laconi, che furono protagonisti della storia politica nazionale, ed in particolare della stagione costituente che dette alla Repubblica italiana la sua legge fondamentale. Il tema era la Sardegna, della quale, nell'ambito della Costituzione, l'Assemblea costituente aveva approvato lo Statuto di autonomia. Ma la discussione in realtà coinvolgeva, e coinvolge tuttora sul piano della elaborazione dei principi, l'assetto dell'intero paese. Per il quale alla fine, accantonato il federalismo, l'Assemblea costituente aveva scelto l'assetto regionale che proprio ora viene messo in discussione e sottoposto, in Parlamento, ad una revisione radicale. Emilio Lussu, l'autore di "Un anno sull'altipiano" e di altri libri tuttora pubblicati e letti da migliaia di italiani, esponente antifascista di grande prestigio internazionale, già dirigente del Partito d'Azione e ministro dell'Assistenza postbellica, era all'epoca della polemica con Laconi un dirigente del Partito socialista. Renzo Laconi, giovane dirigente comunista, era stato un membro autorevole della Commissione dei 75 incaricata di elaborare la bozza di Costituzione che sarebbe poi stata discussa ed approvata dall'Assemblea.

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