|
|
|
Rafael Cardoso
|
|
Titoli nel nostro catalogo:
Il falsario di Rio
|
|
Poliedrico intellettuale brasiliano, Rafael Cardoso con "Il falsario di Rio" ("A maneira negra") e
"Blackout" ha esordito con successo nel "noir brasileiro". Le due storie sono ambientate nei bassifondi
di Rio de Janeiro, la sua città, infestati da malavitosi, investigatori dilettanti e giornaliste con il
gusto del pericolo. Ingredienti tratti dalla realtà, ma utili per qualunque romanzo poliziesco che si rispetti.
Pubblicato dalla maggiore casa editrice brasiliana, la Editora Record, l'intellettuale carioca prestato al "noir"
ha subito esibito "una lingua molto brasiliana" e il ritmo dei maggiori maestri del genere. "Se da un lato la nostra
polizia non è migliorata per niente - ha scritto un critico letterario - dall'altro il nostro romanzo poliziesco,
con Rafael Cardoso, comincia a trovare la propria strada".
Professore di storia dell'arte e del design presso la Pontificia Università Cattolica di Rio de Janeiro, Cardoso ha
pubblicato numerosi saggi, tra i quali "L'arte brasiliana in 25 quadri (1790-1930)", "Il disegn brasiliano prima del
disegn: aspetti della storia grafica (1870-1960)" e "Una introduzione alla storia del design".
Nella sua recente carriera di romanziere figurano anche altri due libri: "Controle remoto" e "Entre as mulheres".
|
|
|
|
|
|
|
Giuseppe Podda
|
|
Titoli nel nostro catalogo:
La nazione mancata
|
|
Giuseppe Podda (1930-2007) giornalista dell'Unità, è stato per oltre mezzo secolo testimone delle vicende politiche
e sociali della Sardegna. Nel suo prezioso archivio, ricco di documenti e fotografie, era conservato il carteggio tra
Emilio Lussu e Renzo Laconi destinato ad essere pubblicato sul periodico "Rinascita Sarda", ma che il direttore, il
dirigente comunista Velio Spano, ritenne di dover censurare, per non rendere pubblica una polemica che in certi momenti
aveva raggiunto toni molto aspri.
Iscritto al Pci (e poi ai partiti che ne derivarono, fino ai DS) già negli anni '40, Podda non accettò mai incarichi
fuori della sua professione. Spirito non conformista, esercitava a suo modo anche l'impegno politico: scrivendo,
prima di tutto, ma anche dialogando continuamente con i giovani, con i colleghi, con i compagni, ai quali non risparmiava
critiche e reprimende, a volte anche feroci.
Giuseppe Podda amava profondamente la sua città, Cagliari, alla quale ha dedicato alcuni dei suoi numerosi saggi.
|
|
|
|
|
|
|
|